Abbiamo trascorso una giornata nel mondo di GB Agricola, sostenitrice della nostra partecipazione al prossimo KlimatFest, osservando l’impegno di Nicola Barbato per i principi di sostenibilità ed economia circolare.

“Tutta farina del nostro sacco” sono le parole che accolgono gli ospiti di dell’agriturismo e agri-pizzeria Casa Barbato, situati nel cuore di GB Agricola. Già dal primo impatto si comprende che questa s.r.l è ben più di una semplice azienda agricola. A raccontarlo è Nicola Barbato, ideatore del progetto e promotore di una produzione agricola sostenibile, che rispetta la biodiversità del territorio e che si sposa perfettamente con i principi dell’economia circolare.  

Una produzione totalmente biologica

L’azienda si erge nella piana di Montoro, in Irpinia, ed è proprio dalla conoscenza e l’amore per questo territorio che Barbato ha costruito la sua filosofia. La nota località situata nella valle dell’Irno, grazie alla fertilità del territorio e alla freschezza dell’aria, presenta un ambiente ideale per la nascita di numerose culture. La specialità è la Cipolla Ramata di Montoro, prodotto storico locale, segnalato dall’Arca del Gusto della Fondazione Slow Food. La seconda protagonista della produzione è la patata Rosina, varietà dalla forma ovale e con una polpa dalle sfumature color crema.

Il termine biologico è ormai di uso comune, utilizzato spesso da imprenditori per pubblicizzare un’attività rispettosa dell’ambiente, tuttavia in modo vago o parziale. Non è il caso di GB Agricola, caratterizzata da una produzione totalmente biologica, con garantita qualità e tracciabilità. Questo impegno è testimoniato da numerosi riconoscimenti e strumenti di certificazione. Esempi sono il QRCode Campania che garantisce la salubrità dei prodotti monitorati nel territorio campano, e il codice a barre riportato sull’etichetta dei prodotti che permette al consumatore di seguire l’intero viaggio del prodotto, dalla pianta al confezionamento, in modo da verificarne la provenienza. Maggiore trasparenza è inoltre, data dalla possibilità di monitorare i campi in tempo reale, avendo accesso a parametri fondamentali come l’umidità del suolo, la direzione del vento e il clima.

Un approccio circolare

Come ci fa notare Barbato, i principi dell’economia circolare si respirano in ogni angolo della struttura. L’arredamento di Casa Barbato è infatti composto da materiale riciclato proveniente proprio dall’attività agricola, con tavoli ricavati dai bins un tempo contenenti le cipolle, e con mobili in cartone. Nonostante l’innovatività dell’arredamento, l’ambiente è accogliente e familiare, rappresentando un perfetto connubio tra modernità e tradizione.

Sulle mensole sono esposte numerose tesi di laurea ispirate dai metodi di produzione sostenibili, frutto delle collaborazioni tra GB Agricola e l’Università di Salerno. La presenza di Giovanni De Feo, docente di Ecologia Industriale presso l’Università degli Studi di Salerno, ne è la prova. Il rapporto longevo con Barbato, racconta, ha permesso di dare vita ad una collaborazione volta a studiare e sperimentare tecnologie per rendere il ciclo produttivo sempre più sostenibile.

Oltre alle attività accademiche e di ricerca riguardo la gestione e lo smaltimento dei rifiuti, De Feo si occupa anche dell’aspetto comunicativo della sostenibilità attraverso l’ideazione del progetto di educazione ambientale Greenopoli.

Nel corso della visita dei campi, Barbato racconta come l’impegno ambientalista e le conoscenze tecniche di De Feo hanno rappresentato una grande opportunità per GB Agricola. A dimostrarlo è la coltivazione rispettosa del ciclo vitale delle cipolle, raccolte tra giugno e luglio, la conservazione in celle frigorifere alimentate in gran parte dai pannelli fotovoltaici presenti sui tetti, il sistema di irrigazione a goccia, lo sfruttamento del colore della sfoglia per ricavare un pigmento naturale, e le numerose tecnologie volte a limitare gli sprechi.

Meritevole di menzione è anche il packaging dei prodotti, realizzato in cartone riciclato dei comuni campani con fustella auto montante, ovvero privo di punti metallici, in modo da essere riciclato a sua volta con molta facilità. I cartoni presentano all’esterno il QRcode e la storia del prodotto, dalla sua coltivazione fino alla confezionamento.

Casa Barbato

La nostra visita si conclude all’agri-pizzeria Casa Barbato, dove è possibile assaporare i prodotti del territorio e provare la cipolla ramata in tante versioni, dalla tradizionale genovese alla più ricercata confettura di ramata, arancia e zenzero.

Osservare la realtà di GB Agricola dà la possibilità di toccare con mano il rispetto di biodiversità, sostenibilità e economia circolare, concetti spesso complessi e astratti. “Quando una storia è vera, arriva” dice il Professore De Feo, e la storia di Nicola Barbato arriva in maniera semplice e diretta, dimostrando che una produzione agricola sostenibile e circolare non solo è possibile, ma esiste già.

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